Stratto è una pizzeria di Vallo della Lucania, ma prima ancora è un modo di intendere la pizza, il territorio e lo stare insieme.
Il suo nome nasce da un gesto antico: il pomodoro steso al sole, lasciato ritirare lentamente fino a diventare conserva. Un rito fatto di tempo, mani e memoria, che racchiude già tutto l’immaginario del progetto.
Per Stratto abbiamo costruito una comunicazione capace di parlare la stessa lingua della sua cucina: diretta, popolare, riconoscibile.
Il lavoro ha coinvolto la strategia social, la definizione del tono di voce, la pianificazione editoriale e la creazione dei concept per post, storie, reel, menu ed eventi.
Ogni contenuto segue il ritmo reale della cucina e delle stagioni. I fichi arrivano solo quando è il loro tempo. I pomodori si raccolgono, si passano e si conservano durante l’estate. Le ricette antiche tornano nel menu con forme nuove, senza perdere la propria origine.
Il tono di Stratto evita le descrizioni gastronomiche tradizionali. Non si limita a elencare ingredienti, ma racconta gesti, consistenze e momenti.
La pizza viene stesa, fritta, ripassata in forno, tagliata, piegata e condivisa. La tavola si riempie. Le fette passano di mano in mano. I prodotti non vengono semplicemente presentati: entrano in una storia.
Anche il menu diventa parte dell’identità. “Famolo Stratto” non è soltanto il nome di una proposta gastronomica, ma un invito a vivere la tavola in modo libero, conviviale e senza troppe formalità.
La comunicazione accompagna tutte le espressioni del progetto: il racconto quotidiano della pizzeria, il lancio dei nuovi menu, le collaborazioni con cuochi e produttori, le pizze stagionali e gli appuntamenti fuori sede.
Tra questi c’è Andamento Lento, un format che porta la tavola nei paesi del Cilento e unisce cena, musica, visite, incontri e territorio. Anche qui il racconto non si concentra soltanto sul programma, ma sull’atmosfera: tavolate che attraversano i borghi, candele accese, bicchieri pieni e musica che cammina insieme alle persone.




